Aprire Partita IVA per consulenza di marketing è molto frequente. Sempre più specialisti del settore scelgono di aprire Partita Iva per offrire servizi di strategia, comunicazione e crescita digitale a imprese, agenzie e brand.

La figura del consulente di marketing è ormai parte integrante dell’ecosistema: analizza i dati, pianifica le campagne e coordina progetti che uniscono visione creativa e competenze analitiche.
In Italia, la digitalizzazione del Fisco e l’espansione del Regime Forfettario hanno semplificato l’avvio di attività professionali, permettendo a molti marketer di operare in autonomia o in collaborazione con agenzie in modo trasparente, sostenibile e organizzato.

L’aumento dei consulenti indipendenti non rappresenta una minaccia per le agenzie, ma un’evoluzione naturale del settore. Oggi il marketing digitale è una filiera integrata, dove collaborazione, specializzazione e competenze verticali si combinano per generare valore reale per le imprese.

Marketing Torino osserva e partecipa attivamente a questa trasformazione con un approccio aperto e collaborativo: promuovere cultura d’impresa, professionalità e strumenti digitali è il modo più efficace per far crescere l’intero settore del marketing in Italia.

Quanto guadagna un consulente di marketing in Italia

I redditi dei consulenti di marketing in Italia variano molto in base all’esperienza e alla tipologia di clienti. Secondo Digital Coach, il guadagno medio annuo per un consulente di digital marketing è compreso tra € 37.000 e € 41.000 lordi.

Dati Glassdoor indicano una media di € 42.700 all’anno per ruoli affini in azienda, mentre i freelance possono muoversi in un intervallo che va dai € 25.000 annui (per chi lavora in autonomia da poco) fino oltre i € 60.000, se operano con clienti corporate o come specialisti in settori verticali (SEO, marketing automation, performance marketing).

Nel complesso, il mercato italiano della consulenza aziendale e manageriale vale oggi circa 6,8 miliardi di euro e continua a crescere, spinto dalla digitalizzazione e dall’adozione di nuovi strumenti analitici e predittivi (Assoconsult, 2024).

Qual è il codice ATECO per consulenti di marketing che vogliono aprire partita Iva

Per chi vuole aprire partita Iva per un’attività di consulenza strategica e direzionale nel marketing, il codice più adatto è:

70.22.09 – Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale n.c.a.
Include attività come:

  • pianificazione e analisi delle strategie di marketing;
  • supporto alle imprese nella crescita e nel posizionamento del brand;
  • consulenza in project management e organizzazione aziendale;
  • attività per l’avvio di start-up o progetti di innovazione.

Se la consulenza si affianca ad attività operative, puoi associare altri codici, come:

73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie, per chi realizza contenuti o lavora come social media manager,  che comprende:

– fornitura di una gamma completa di servizi pubblicitari (tramite capacità interne o in subappalto), tra cui consulenza, servizi creativi, produzione di materiale pubblicitario
– pianificazione e organizzazione di campagne pubblicitarie e di marketing
– collocazione (intesa come strategia di diffusione) di annunci pubblicitari nei media (mezzi di comunicazione)
– lavoro concettuale sul messaggio pubblicitario (ideazione di messaggi pubblicitari, sviluppo di messaggi pubblicitari)
– creazione di campagne pubblicitarie:
• creazione e collocazione (intesa come strategia di diffusione) di pubblicità, pianificazione di campagne di social media marketing in giornali, periodici, radio, televisione, Internet e altri media (mezzi di comunicazione)
• creazione e collocazione (intesa come strategia di diffusione) di pubblicità esterna, ad esempio cartelloni e pannelli pubblicitari, opuscoli e fotogrammi, allestimento di vetrine, progettazione di showroom, scritte pubblicitarie su autobus e autoveicoli
• ideazione di stand e altre strutture e spazi espositivi
– attività di progettazione pubblicitaria

Quanto si paga di tasse nel Regime Forfettario

Uno dei vantaggi principali per chi apre Partita IVA come consulente di marketing è la possibilità di accedere al Regime Forfettario, il regime fiscale agevolato previsto per le Partite Iva individuali con ricavi fino a 85.000 € l’anno.
Nel Regime Forfettario:

  • non si applica l’IVA sulle fatture;
  • non si detrae l’IVA sugli acquisti;
  • non si tengono registri contabili complessi (niente bilancio, niente scritture IVA).

La tassazione avviene sul reddito effettivamente incassato, calcolato applicando un coefficiente di redditività (per i consulenti è il 78%).
Questo coefficiente rappresenta la quota del reddito che si presume “utile”, mentre il restante 22% è considerato spesa forfettaria, senza bisogno di dimostrare costi reali.

Esempio pratico:

  • se in un anno incassi 30.000 €, il reddito imponibile sarà 30.000 × 78% = 23.400 €;
  • su questo importo si applica l’imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni, se rispetti i requisiti) oppure del 15% negli anni successivi.

Quindi:

  • nei primi cinque anni, si pagherà 1.170 € d’imposta (5% di 23.400);
  • dal sesto anno, l’imposta salirà a 3.510 € (15% di 23.400).

A questa si aggiungono i contributi previdenziali INPS, versati alla Gestione Separata, pari a circa il 26% del reddito imponibile.

Come aprire Partita IVA per consulenza di marketing online

Oggi aprire la Partita IVA è un’operazione semplice e completamente digitale.
Piattaforme come FlexTax permettono di gestire tutto online, con l’assistenza di consulenti fiscali e strumenti integrati per la contabilità.
Con FlexTax, la gestione completa in Regime Forfettario parte da € 366 IVA inclusa all’anno e include:

  • apertura della Partita IVA;
  • gestione contabile e dichiarazione dei redditi;
  • consulenza fiscale continuativa;
  • gestionale di fatturazione elettronica già integrato.

Registrandosi gratuitamente su FlexTax si può, inoltre:

Il futuro della consulenza di marketing

Il marketing oggi non è più solo creatività: è strategia basata sui dati.

Le competenze più richieste nel 2025 riguardano analisi dei KPI, automazioni, gestione dei flussi omnicanale e uso dell’intelligenza artificiale per personalizzare le strategie. I consulenti che sanno unire visione analitica e approccio umano saranno quelli più richiesti dalle imprese, sempre più orientate alla digitalizzazione.

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